Inumazione

L’inumazione è tra le pratiche di seppellimento più diffuse nel mondo (in Italia tuttavia è alquanto rara) e forse la più antica; si tratta della sepoltura a circa due metri di profondità sotto terra della bara, realizzata in legno leggero.

Nel nostro Paese è prevalente il ricorso alla pratica di sepoltura in loculi marmorei; nel nord Europa, dove fino a qualche tempo fa l’inumazione era assolutamente la forma di sepellimento più ricorrente, da qualche anno a questa parte è più in uso la cremazione.

Dopo un periodo di un decennio, la bara completa il processo di decomposizione e il corpo si trasforma in sali minerali.

L’inumazione si segue separatamente per ogni salma, salvo nei casi dei decesso contestuale di madre e neonato a seguito del parto che prevedono l’inumazione dei due corpi nella medesima tomba.

A seguito di eventuale richesta dei parenti del defunto da inoltare tramite compilazione di un apposito modulo all’ispettorato cimiteriale competente può essere eseguita, previa verifica di fattibilità e conseguente comunicazione al richiedente della data dell’operazione, l’esumazione della salma per traslazione in altra sepoltura o per cremazione della stessa; in quest’ultimo caso la richiesta deve essere presentata agli uffici amministrativi di AMA Cimiteri capitolini.

Anche in assenza dei detta richiesta, trascorsi dieci anni dall’inumazione, allo scopo di liberare spazio per nuove inumazioni, vengono comunque eseguite le operazioni di esumazione delle salme inumate per traslare le stesse in un altro campo per un periodo di 5 anni; i resti ossei invece vengono raccolti in una cassetta ossario e custoditi in camera mortuaria per un periodo di 2 anni e quindi traslati nell’ossario comune.

In ogni caso le operazioni di esumazione ordinaria sono rese note alla cittadinanza con almeno 6 mesi di anticipo rispetto all’avvio delle stesse tramite avvisi su almento 3 quotidiani, per mezzo di affissioni pubbliche e collocate all’ingresso dei cimiteri e sui campi.

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